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Praga-Dresda Cicloviaggio 2015 Parte 4

Hotel Maritime
Ottavo  giorno   Visita di Dresda
Dresda, illuminata da un sole splendente, è proprio bella. Visitiamo il museo con i famosi quadri del Canaletto, lo Zwinger, mentre nel cortile del palazzo c'è un carillon che ci allieta.
Se pensiamo al cumulo di macerie in cui era ridotta, Dresda appare risorta e felice.
Dopo un attimo di tensione per scegliere il locale per il pranzo, ci ristoriamo e poi il gruppo si separa.
Con Mauro visitiamo un quartiere residenziale "in" dove, nei cortili aperti delle case, ci sono alcune installazioni artistiche interessanti.
In un negozio di abiti usati mi compro una originale gonna con un paesaggio marittimo: non si può mica arrivare a casa senza aver comprato nulla!
Cena nello stesso quartiere dove una cameriera italiana ci aiuta ad effettuare la scelta nel menù.


Nono  giorno   Partenza da Dresda

La giornata comincia con la fantastica colazione all'Hotel Maritim: è la più stupefacente che tutti noi abbiamo mai visto!
Quindici metri di banconi pieni di ogni ben di Dio e cuochi che fanno crepes a comando.
Mattinata in autonomia. Io e Gianca, insieme a Laura visitiamo il museo del trasporto, del quale non ricordo il nome. Molto interessante. Per il pranzo ci uniamo agli altri, che hanno seguito un percorso molto più culturale.
Mangiamo in una pasticceria tutta piastrellata, che è molto famosa.
Il ritorno a casa è un pò accidentato a causa dell'overbooking causato da Lufthansa.
Lidia, per 250€ partir il mattino dopo e, grazie a lei e a Franco, recuperiamo i bagagli che altrimenti avremmo dovuto attendere più di una settimana.



By By Dresda


Praga-Dresda Cicloviaggio 2015 Parte 3

Quinto giorno    Litomerice - Decin
Il castello di Strekov
Pioviggina, ma poco poco. Sempre fiduciosi nelle previsioni partiamo. Pedaliamo, ormai senza gocce, fino al castello di Strekov, dove abbiamo paura che ci attenda una salita impegnativa. Niente di tutto ciò, per noi, temprati da ben altri dislivelli, arrivare alla meta è un gioco.
Il castello non è niente di particolare, comunque da lassù si gode di una bella vista e cominciamo ad apprezzare questi panorami dall'alto, dai quali si vede il fiume che compie delle grandi anse scorrendo maestoso.
Sosta pranzo al ristorante "U dubu", indicatoci dalla guida Zeppelin. Tutto buono, la padrona parla italiano, i prezzi, come al solito, sono buoni.
Dopo aver percorso circa 50 chilometro, arriviamo a Decin, dove alloggiamo all'hotel Ceska Koruna.
Prima di cena andiamo a visitare la dimora-castello di Decin. Non fa freddo ma il cielo è ancora carico di nubi.
Non piove ed aspettiamo fiduciosi l'indomani.

Sesto giorno    Decin - Bad Shandau
Finalmente non piove ma non c'è ancora il sole. Partiamo con i migliori auspici, stiamo per arrivare in Germania.
L'Elba è al confine tra Germania e Repubblica Ceca e non riesco a capire bene dove passa il confine: stiamo un pò di qui e un pò di là,
Traghettiamo l'Elba per raggiungere Hrensko, luogo di richiamo turistico, dove, dopo una salita si raggiunge un punto panoramico con un ponte di pietra naturale.
Il panorama è molto bello, c'è il sole e si ammirano alture coperte di pini e in lontananza il fiume con le sue anse.
Il posto è pieno di vespe e Gianca, che è rimasto all'inizio della salita, in custodia delle bici, ha potuto prestare soccorso ad una bimba, vittima di questi noiosi insetti.
Dobbiamo mangiare all'interno di un ristorante, perchè, appena seduti all'aperto per poter finalmente assaporare il sole, veniamo assediati senza pietà.
Passiamo definitivamente il confine e la Germania ci accoglie con le sue casette ben curate.
Arriviamo a Bad Schangau, antica città termale e di accomodiamo all'hotel "Elb Hotel".
Appunto perchè è una città termale io, Gianca, Mauro e Laura ci rechiamo alle terme, alla SPA.
Solo io, Gianca e Mauro entreremo tutti nudi nella zona benessere.
Ci siamo divertiti e rilassati e finalmente, accompagnati dal bel tempo, possiamo andare a dormire.

Settimo giorno   Bad Shandau - Dresda
Ultimo giorno di pedalata: ricomincio a scrivere il mio diario cartaceo dopo parecchio tempo ed i ricordi sono un pò appannati.
Nel percorso fino a Dresda troviamo il tempo, come suggerito da Zeppelin nel percorso di viaggio, di andare a vedere il parco naturale di Bastei, dove si possono ammirare spettacolari formazioni rocciose che sembrano spuntare da un profondo canyon. Anche qui c'è un ponte panoramico e nell'insieme sembra di essere in un paesaggio del Signore degli Anelli.
Prima di avventurarci nel parco, mangiamo panini in un'area picnic e ci ristoriamo con mele acerbe che troviamo sul prato.
Dopo queste belle visioni, proseguiamo lungo l'Elba per raggiungere Dresda.
Ricordo questi chilometri di avvicinamento come una delle parti più belle del viaggio: percorriamo una ciclabile dalla quale ammiriamo palazzi principeschi, beer garten e parchi pubblici.
Finalmente siamo a Dresda dove alloggiamo allo stupendo Hotel Maritim, un ex magazzino utilizzato per lo stoccaggio delle sementi.
E' fantastico e lo è anche la nostra stanza con ben due televisori: uno di fronte al letto e uno nel salotto.
Cena con il gruppo Zeppelin che ha fatto il percorso parallelamente al nostro. 

Nel corso di quest'ultima giornata siamo passati nella cittadina di Pirna, dove ha soggiornato Canaletto.
La cosa che mi colpisce di più è la vista del Castello, dove furono internati ed uccisi 15000 handicappati fisici e mentali durante il periodo nazista. Mai dimenticare! Domani gli handicappati potremmo essere noi!
Verso Dresda

Praga-Dresda Cicloviaggio 2015 Parte 2

Terzo giorno     Praga - Melnik
Finalmente partiamo con le bici di Zeppelin, destinazione Melnik.
La giornata si preannuncia moderatamente piovosa, ma armati di entusiasmo ci mettiamo in cammino, anzi in bici.
Usciamo da Praga con qualche difficoltà, ma fortunatamente Laura ha le tracce e riusciamo ad arrivare al percorso lungo la Moldava. I paesaggi dovrebbero essere molto belli: il fiume, i parchi, le casette curate, lontane dalla leziosità austriaca, tuttavia il cielo è grigio e la pioggia, anche se non fitta ci accompagna.
Ci fermiamo in un bel posto, del quale non ricordo il nome,  e per una modica cifra mangiamo in un ambiente accogliente. Il pranzo ci soddisfa pienamente e possiamo ripartire con gli abili asciutti.
Il viaggio prosegue, ogni tanto incontriamo il gruppo Zeppelin ma la loro guida "Claudia" ci tiene a distanza, probabilmente per la paura di avere sette persone in più di cui doversi occupare.
Passiamo accanto ad interessanti dimore, ma non ci soffermiamo. Passiamo anche davanti alla casa di Dvorak, il famoso compositore, ma dobbiamo proseguire.
Arriviamo a Melnik, dove la Moldava confluisce nell'Elba. Li' ci aspetta l'albergo Ludmilla dove passeremo la notte. L'albergo è molto Europa dell'Est, ma tutto sommato va bene, possiamo cambiarci, fare la doccia, asciugare i vestiti.
La cena a buffet è ricca ed ottima, soprattutto per chi non ha preso la zuppa al'aglio.
A uscire di sera per fare un giro non ci pensiamo neppure: le previsioni sono confermate, il tempo peggiorerà vieppiù.

Quarto giorno    Melnik - Litomerice
E' ora di partire e la scelta è tra prendere il treno o affrontare 50 chilometri sotto una pioggia battente. oderatamente piovosa, ma armati di entusiasmo ci mettiamo in cammino, anzi in bici.
Decidiamo di fare i 50 chilometri in un'unica soluzione....senza mai fermarci raggiungiamo Litomerice.
Del viaggio ricordo la fatica dovuta ad un problema del tutto femminile che mi ha allietata per tutto il viaggio, la nebbia che si alzava da un impianto sul fiume, i paesaggi grigi e coperti dalla pioggia.
Dalla finestra dell'albergo
Finalmente giungiamo a Litomerici dove ci aspetta un albergo sito in una dimora cinquecentesca.
Sono le tre del pomeriggio e cerchiamo un posto dove mangiare: il mio pasto sarà composto da una fetta si torta, un cappuccino e....una bella zuppa al pomodoro.
Rinfrancati, visto che la pioggia è meno fitta, decidiamo di raggiungere la vicina Terezin, viva nella memoria di tutti noi per le poesie dei "bambini di Terezin".
A Terezin, secondo me, abbiamo sbagliato la meta, infatti ci rechiamo a visitare il campo di concentramento, recuperato dalla fortezza asburgica, che era un campo di prigionia nazista per i prigionieri politici.
Sicuramente è impressionante ma più toccante ancora sarebbe stato vedere il Museum Ghetto della cittadella.
Terezin era una ex-fortezza asburgica e nei varie difici, oggi destinati ad abitazione civile, furono concentrati molti ebrei, che, in un periodo sospeso tra la loro vita precedente e la fine orribile che li attendeva, tentarono di stabilire una parvenza di normalità.
Di qui i bambini di Terezin;in questo luogo furono organizzate glassi e lezioni dagli insegnanti ebrei che ivi si trovavano.
Insomma una giornata grigia, in tutti i sensi.
Ci consoliamo con la cena in albergo e ci confortano le previsioni che danno tempo in miglioramento.