Lettori fissi

La Via di Annibale 4 5 6 Agosto 2016

4  Agosto    Busalla  -  Alessandria
Partiamo con un bel sole, dopo Busalla ci attende una salita abbastanza dura: un muro, come lo aveva definito Rodolfo.
Durante il percorso che ci deve condurre a Libarna, tra Serravalle Scrivia e Arquata Scrivia, incontriamo i lavori per il terzo valico e dobbiamo anche percorrere una galleria piuttosto lunga.
Finalmente arriviamo a Libarna, dove vogliamo visitare i ruderi di questa città romana.
Ci attende il Signor Silvano che avevo contattato e che si occupa del sito archeologico.
Libarna è stata una città romana importante fondata li' dagli stessi romani e che doveva la sua ragione di essere ai traffici che percorrevano la valle da e verso il mare.
Il sito è stato compromesso dal tempo: ora lo attraversano due linee ferroviarie e una strada.
Come spesso succede in Italia il sito è poco valorizzato, forse ne abbiamo troppi?
L'anno successivo vi faremo una gita con Rosanna, archeologa e socia di B&D e ci spiegherà quello che gli archeologi hanno saputo ricostruire.
Ci dirà anche che Libarna, come altre, era una città "creata"  dai Romani seguendo uno schema preciso e dotata, come in tutti i casi analoghi, di una serie predeterminata di edifici funzionali alla vita della comunità:  anfiteatro, terme e cosi' via.
La città venne progressivamente abbandonata
con la caduta dell'Impero e i suoi abitanti si attestarono sulle alture circostanti.
Terminata la visita andiamo a mangiare in un'area dove sorgono più attività commerciali proprio prima dell'ingresso in Arquata Scrivia.
Il locale è gestito da musulmani, forse egiziani? Comunque mangiamo bene, io la caprese con un pò di pesto. Ottima idea!
Pomeriggio: dobbiamo raggiungere Alessandria e lo facciamo con un percorso molto bello e divertente tra le colline del Gavi, dove correvano i fratelli Coppi.

E' un continuo saliscendi e a partire dal quel momento facciamo nostri il motto "la paghiamo", perchè dopo una discesa non può che esserci una salita.

Ad Alessandria dormiamo all'hotel Londra. La sera cerchiamo un ristorante e lo troviamo con fatica: è Agosto.





5  Agosto    Alessandria - Asti
Partiamo da Alessandria, purtroppo è già il penultimo giorno di questa splendida vacanza.
Al mattino guido io: l'appuntamento è a Montegrosso D'Asti.
Nuvole si addensano all'orizzonte: i miei compagni prenderanno la pioggia?
Parcheggio la macchina e attendo gli amici, non senza aver trovato un ciclista: infatti la bici di Gianca ha ben due raggi rotti.
Dopo aver cercato il locale dove mangiare, trovo un posticino sulla piazza dove leggere un pò del mio libro.
Vengo circondata da appiccicosi vecchietti che, nulla facenti, cercano di attaccare bottone.
Il cielo continua a scurirsi, quando arriveranno gli amici?
Finalmente arrivano, mangiamo in un bar che ha il bagno in condizioni igieniche a dir poco discutibili  e aspettiamo l'apertura del ciclista, che è un vero mago ed aggiusta la bici in un batter d'occhio.
Possiamo ripartire alla volta di Asti. Percorso non esaltante che termina con una ripidissima salita per raggiungere il B&B La Violina, che si trova in una posizione stupenda ed è dotato di camere old fashion piene di fascino.
Non ci resta che approfittare della piscina.
E' l'ultima sera: per concludere la vacanza ci raggiungono Renza e Rodolfo, compagni di viaggio virtuali. Anzi, l'aiuto di Rodolfo è stato prezioso per completare tutte le tracce.
La cena si svolge sotto un grande gazebo, siamo seduti ad una tavola rotonda: è un pranzo di nozze o l'ultima cena?
Fortunatamente non c'è nessun traditore tra di noi e la serata termina in letizia.

6  Agosto    Asti - Torino

L'indomani  si riparte sotto un cielo  meraviglioso: azzurro e terso, il sole è splendente.
Passiamo da Castelnuovo Don Bosco, ma nessuno, eccetto Franco, ha voglia di salire al colle.
Per pranzo ci fermiamo in un paese di cui non ricordiamo il nome: questa volta è Mauro a dover scegliere il luogo per il pranzo.
Giancarlo gli fa molte raccomandazioni di lasciare l'auto in un luogo sicuro.
La macchina viene lasciata in una piazza al centro del paese, se ricordo bene vicino al municipio, e possiamo cosi' dedicarci al pasto.
Finalmente, dopo esserci goduti l'ultimo momento conviviale, torniamo alla macchina per il cambio autista. Incredibile! Mauro ha lasciato l'auto con i finestrini abbassati! Fortunatamente non ci hanno rubato nulla e si che c'erano tutti i bagagli ed il nostro PC.
Ultimi chilometri prima dell'arrivo.
Il Monviso si staglia all'orizzonte e, pedalata dopo pedalata, arriviamo a Torino, alle Vallere.
Foto ricordo e la vacanza è finita.



La via di Annibale 1 - 2 - 3 Agosto 2016


1  Agosto    Piacenza  -  Marsaglia
Partiamo da Piacenza dopo essere ricorsi al ciclista. Il giorno precedente avevamo avuto tre o quattro forature.

Finalmente, lungo il nostro percorso, abbiamo la consapevolezza che siamo sulle tracce di Annibale.
Vediamo il monumento e percorriamo i luoghi dove venne combattuta la battaglia tra Romani e Cartaginesi.
Sosta Pranzo a Travo all' "Osteria del Sole", dove mangiamo in un bel cortiletto. Io sono arrabbiata perchè la bici è frenata e gusto con piacere una bella minestra.
La mia bici viene aggiustata e cosi' ripartiamo alla volta di Bobbio dove facciamo una pausa.
L'ultima salita ed arriviamo a Marsaglia, località Corte Brugnatella, dove dormiamo nell'unico hotel.
Ce ne sono altri, ma bisognerebbe salire ancora!
Ecco i nostri davanti il monumento ad Annibale
Il posto è spartano: la nostra camera è arredata come quella dei sette nani: Gianca ed io dormiamo con Laura ed abbiamo a disposizione tre letti, 2 tavolini e un Abat Jour. La cosa più terribile sarà la cena che ci aspettavamo ottima: ed invece è veramente squallida.


2  Agosto    Marsaglia - Genova
La Valle dell'Aveto
E' il tratto più spettacolare del percorso.
Con una lunga ma dolce salita, lasciamo la Val Trebbia e percorriamo la valle dell'Aveto fino a raggiungere il passo della Forcella (875m).
Prima di affrontare la lunghissima discesa ci ristoriamo al ristorante Paretin a Rezzoaglio.
Ci godiamo le porzioni abbondanti tra le quali spicca la mitica "Cofana di Agnolotti" al ragù ligure di carne: un piatto enorme, condiviso, da cui ci serviamo ripetutamente.
Dopo una breve salita comincia la discesa lunga ben 25 chilometri.
Arriviamo a Chiavari. Io, Laura e Gianca raggiungeremo Genova in macchina e gli altri prenderanno il treno.
Laura fa il tanto sospirato bagno e con l'Ammiraglia, infine, raggiungiamo il Marina Hotel, proprio nel porto vecchio. Molto chic!
Sera: ottima cena, abbiamo cenato presso il ristorante "Locanda Spinola".

Passo della Forcella

3  Agosto   Genova  -  Busalla
Oggi riposo: dopo una magnifica colazione presso l'NH Hotel Marina, il gruppo si separa ed ognuno si dedica alla proprioa attività preferita.
Gianca ed io andiamo prendere alla stazione Marzia e Marco e con loro ci rechiamo all'acquario.
Al pomeriggio una veloce capatina al negozio di moda artigianale "Lo Spaventapasseri" in via Luccoli nel centro storico.
Genova appare molto diversa da come l'avevamo vista due anni fa appena, quando appena dopo Capodanno era tutto buio, pioveva e tirava vento.
Colorata e vivace, da tornarci presto!
Ma la sera si avvicina. Gianca ed io partiamo in auto, con le bici, alla volta di Busalla, mentre gli altri vanno a Genova Principe dove prenderanno il treno, sempre per Busalla.
Anche Marzia e Marco prendono il treno, ma per Torino.
Ci troviamo tutti all'Hotel Birra. Cena all'aperto nell'antistante birreria. Nono è eccellente come ci aspettavamo, ma va bene lo stesso.
L'Ammiraglia sta per partire per Busalla


La via di Annibale 29 - 30 - 31 Luglio 2016


29  Luglio    Chivasso - Casale
Due notti prima ha piovuto: siamo sul tracciato di VenTo:
il lavoro da fare è ancora molto per renderlo ciclabile
Partenza da Collegno con l'Ammiraglia, alla guida Gianca accompagnato da me.
Dopo aver percorso Vento
non resta che lavarsi i piedi
Gli altri prendono il treno per Chivasso, come giustamente aveva suggerito Franco: inutile fare i trenta chilometri che separano Chivasso da Torino.
Di li, dopo una doverosa sosta al bar partiamo con le bici, mentre Gianca ci aspetterà a Fontaneto Po, un tranquillo paese del Vercellese, dove si respirano ritmi, chiacchere ed abitudini di altri tempi,
Dopo un lauto pasto, proseguiamo per Casale dove andiamo a vedere il bel Duomo di Sant'Evasio.
Dopo una cena in compagnia andiamo a dormire.






30  Luglio    Casale - Pavia
Ora guido io. Sosta pranzo a Tromello, che è sul percorso della Via Francigena.
Vediamo due ragazzi in bici che si fanno da mangiare sul marciapiede utilizzando un fornellino da campeggio.
Formello è proprio  brutto. Si fatica a trovare un bel bar. Ne scelgo uno sulla piazza, è urgente perchè Franco sente i violenti morsi della fame....
Tuttavia non è una buona scelta, una furba ostessa, degna di un romanzo di Dumas ci turlupina a dovere.
Il sole, la pianura prima di arrivare a Pavia
Proseguiamo per Pavia, dove dormiamo in un B&D di Albergabici denominato Paola&Francesco a San Martino di Siccomario. Il B&B è eccellente, purtroppo è lontano da Pavia e posto su una strada trafficata, quindi non possiamo visitare la città. E' sabato sera ed alcuni di noi vanno a Messa.

Una torta improvvisata per il mio compleanno: grazie amici!
31 Luglio    Pavia - Piacenza
E' il mio compleanno, ricevo i graditissimi auguri.
Vediamo velocemente i principali monumenti di Pavia, ma solo dall'esterno. perchè la strada ci attende. Bisognerà dedicare una gita ad hoc.
Buchiamo per ben tre volte e tutto è fonte di divertimento e risate. Incontriamo anche una pellegrina sulla Francigena.
Dobbiamo incontrarci con Mauro che ci viene incontro vagando per la bassa senza minimamente sapere dove siamo. La fortuna ci assiste e riusciamo a trovarci in questi spazi piatti tra stradine non asfaltate e argini.
Finalmente troviamo un bar dove mangiare in un paese sperduto. San Zenone al Po. Una bella piadina ed un bel gelato e poi abbiamo una sorpresa: Mauro ha lasciato la macchina carica di bagagli in un posto assolutamente deserto vicino al Po e ad una sala da ballo in disuso. Siamo stati fortunati e nessuno ci ha rubato nulla

Finalmente a Piacenza ci concediamo un apericena. Pago io! E non è il mio compleanno?





La via di Annibale Cicloviaggio 2016 Introduzione


Ecco il logo del nostro viaggio, la copertina  dell'evento Facebook che Giancarlo ha creato affinchè parenti, amici e ammiratori ci possano seguire!
Bello vero? E' l'elefantino cicloturista che pedalerà sulla via che si vuole Annibale abbia percorso per raggiungere il Sud. In realtà il percorso vero non lo si conosce, ma sicuramente ci fu una battaglia tra Cartaginesi e Romani presso il Trebbia, dove noi passeremo. 

E' il viaggio che porterà alla creazione del gruppo "Pedali Coraggiosi" che ancora adesso, sia pure con qualche defiance qua e là,  sopravvive: i partecipanti pedalatori di questo ciclo viaggio sono, oltre alla sottoscritta, Giancarlo, Laura, Franco, Elena, Mauro e Dario.
Rodolfo ci prepara le tracce mentre Renza lo affianca con pazienza. Giancarlo si è preoccupato di trovare gli alberghi

Abbiamo deciso di utilizzare la nostra Touran: questo ci consentirà di non dover trasportare i bagagli con le bici e sarà sufficiente che guidiamo mezza giornata a testa!



Cycling Riviera - Versilia Maggio 2016

Arriviamo a Viareggio e percorriamo la ciclabile fino a Marina di Massa.
Andata e ritorno sono circa 40 chilometri di un percorso che a Marina di Massa si perde un pò.
La stagione non è ancora iniziata e fervono i preparativi: c'è chi ridipinge e chi prepara i vialetti.
A pranzo abbiamo mangiato velocemente in un bar sul lungomare di Viareggio.
A me questo lungomare piace moltissimo: è elegante senza ostentazione e ci si sente a proprio agio.
Percorrendo la ciclabile ci rechiamo sui pontili che in diversi punti  aggettano sul mare.



Il tempo è mite ma il mare leggermente mosso consente ad alcuni surfisti di compiere delle acrobazie.
Nel percorso di ritorno deviamo per Pietrasanta, dove, nella bella e vivace piazza prendiamo un aperitivo. Faremo cena al ristorante Nostromo,  trovato casualmente girovagando anche alla sera in bici in cerca di un posto dove mangiare. Siamo stati fortunati, il luogo  prescelto è al top su Tripadvisor.
Pernottamento all'Hotel Lisà: un accogliente due stelle, di proprietà del signor Marco, un appassionato ciclista, che il giorno dopo ci vuol portare a fare un giro.

Eccoci, dopo la salita
Il secondo giorno andiamo con Marco, un pò timorosi, ma non osiamo dirgli di no. Marco è un ciclista di un altro livello: 16000 km percorsi in un anno, altro che i nostri...
Ci porta a Capriglia, a fare una ripida salita appena sopra Pietrasanta.
Facciamo la salita con fatica e soddisfazione e, mentre Marco torna in albergo, noi sostiamo per il pranzo di nuovo a Pietrasanta, che ci piace molto.
Nel pomeriggio andiamo un pò a zonzo per vedere i luoghi di questa mitica riviera: a Forte dei Marmi mi compro un paio di scarpe rosse e poi ci dedichiamo a comprare il regalo per Marzia: una piccola pochette verde.

Le Bocche del Serchio
Il terzo giorno andiamo a sud cercando di seguire la costa, sentieri selvaggi ci conducono lungo le belle spiagge ancora "quasi" selvagge.
Andiamo poi a Torre del Lago ce si affaccia sula lago di Massacciuccoli.
Torniamo verso le spiagge e ci concediamo un bel fritto e ci condiamo un bel fritto di mare all'Osteria del Parco. Che bello non c'è nessuno e il tempo è mite.
Proseguiamo verso sud fino alle Bocche del Serchio.
Costeggiamo il Serchio fino a Migliorino e sentiamo che Lucca è vicina!

Ma è ora di tornare a casa....stiamo già pensando a quando potremo tornare! Lucca ci aspetta.
Bagni Giancarlo




Pedalando col Delitto - Marchesi Amanti Duchi e Delitti


Anche quest'anno, per Bici&Dintorni ho preparato una gita per il ciclo: Pedalando col delitto. E' ormai la quinta uscita di questa serie e devo dire che hanno sempre riscosso un buon successo di pubblico

Il sottotitolo di questa gita della durata della sola mattina, programmata per il 24 Febbraio, era:

"Un delitto nella Torino ducale, una tresca dai risvolti boccacceschi, una storia dalla morale sempre valida"

Mi sono ispirata ad un delitto avvenuto nel 1666, ai tempi di Carlo Emanuele II. Vittima del delitto fu uno staffiere della sua amante Jean Marie de Trecesson, che aveva scoperto una tresca che questa gentildonna aveva con il Marchese di Fleury.
Se volete saperne di più potete documentarvi su Internet.

Ho suddiviso il mio giro, peraltro breve, 15 chilometri quasi tutti su pista ciclabile, in quattro tappe:

la Piazzetta Reale, dove descrivo il contesto storico e i suoi protagonisti, Carlo Emanuele II, Cristina di Francia, Giovanna Maria di Savoia Nemours e la Torino dell'epoca.

lo slargo lungo la Dora all'inizio di via Catania, dove, dopo la consueta pausa caffè, descrivo "la tresca dai risvolti boccacceschi", tra l'amante del Duca Carlo Emanuele II, Marie de Trecesson e il Marchese di Fleury.

parco della Colletta, in vista del ponte sulla Stura. E' vicino alla Stura, ma più a Nord, che venne trovato il corpo del povero staffiere.

piazza San Carlo, per l'epilogo della storia, la giustizia del Duca e poi perchè proprio li' abitavano Jean Marie ed il Marchese di Fleury.

Sono stata soddisfatta della riuscita della gita, complice una Torino splendente di luce: il pubblico si è divertito grazie alla storia molto avvincente ed inoltre sono stata aiutata da un valletto d'eccezione, venuto proprio da quell'epoca lontana per darmi una mano....

Dimenticavo, se vi informate potrete indovinare voi stessi la morale di questa storia e farne tesoro!

Eccomi con microfono assistita degnamente dal mio valletto


Praga-Dresda Cicloviaggio 2015 Parte 4

Hotel Maritime
Ottavo  giorno   Visita di Dresda
Dresda, illuminata da un sole splendente, è proprio bella. Visitiamo il museo con i famosi quadri del Canaletto, lo Zwinger, mentre nel cortile del palazzo c'è un carillon che ci allieta.
Se pensiamo al cumulo di macerie in cui era ridotta, Dresda appare risorta e felice.
Dopo un attimo di tensione per scegliere il locale per il pranzo, ci ristoriamo e poi il gruppo si separa.
Con Mauro visitiamo un quartiere residenziale "in" dove, nei cortili aperti delle case, ci sono alcune installazioni artistiche interessanti.
In un negozio di abiti usati mi compro una originale gonna con un paesaggio marittimo: non si può mica arrivare a casa senza aver comprato nulla!
Cena nello stesso quartiere dove una cameriera italiana ci aiuta ad effettuare la scelta nel menù.


Nono  giorno   Partenza da Dresda

La giornata comincia con la fantastica colazione all'Hotel Maritim: è la più stupefacente che tutti noi abbiamo mai visto!
Quindici metri di banconi pieni di ogni ben di Dio e cuochi che fanno crepes a comando.
Mattinata in autonomia. Io e Gianca, insieme a Laura visitiamo il museo del trasporto, del quale non ricordo il nome. Molto interessante. Per il pranzo ci uniamo agli altri, che hanno seguito un percorso molto più culturale.
Mangiamo in una pasticceria tutta piastrellata, che è molto famosa.
Il ritorno a casa è un pò accidentato a causa dell'overbooking causato da Lufthansa.
Lidia, per 250€ partir il mattino dopo e, grazie a lei e a Franco, recuperiamo i bagagli che altrimenti avremmo dovuto attendere più di una settimana.



By By Dresda


Praga-Dresda Cicloviaggio 2015 Parte 3

Quinto giorno    Litomerice - Decin
Il castello di Strekov
Pioviggina, ma poco poco. Sempre fiduciosi nelle previsioni partiamo. Pedaliamo, ormai senza gocce, fino al castello di Strekov, dove abbiamo paura che ci attenda una salita impegnativa. Niente di tutto ciò, per noi, temprati da ben altri dislivelli, arrivare alla meta è un gioco.
Il castello non è niente di particolare, comunque da lassù si gode di una bella vista e cominciamo ad apprezzare questi panorami dall'alto, dai quali si vede il fiume che compie delle grandi anse scorrendo maestoso.
Sosta pranzo al ristorante "U dubu", indicatoci dalla guida Zeppelin. Tutto buono, la padrona parla italiano, i prezzi, come al solito, sono buoni.
Dopo aver percorso circa 50 chilometro, arriviamo a Decin, dove alloggiamo all'hotel Ceska Koruna.
Prima di cena andiamo a visitare la dimora-castello di Decin. Non fa freddo ma il cielo è ancora carico di nubi.
Non piove ed aspettiamo fiduciosi l'indomani.

Sesto giorno    Decin - Bad Shandau
Finalmente non piove ma non c'è ancora il sole. Partiamo con i migliori auspici, stiamo per arrivare in Germania.
L'Elba è al confine tra Germania e Repubblica Ceca e non riesco a capire bene dove passa il confine: stiamo un pò di qui e un pò di là,
Traghettiamo l'Elba per raggiungere Hrensko, luogo di richiamo turistico, dove, dopo una salita si raggiunge un punto panoramico con un ponte di pietra naturale.
Il panorama è molto bello, c'è il sole e si ammirano alture coperte di pini e in lontananza il fiume con le sue anse.
Il posto è pieno di vespe e Gianca, che è rimasto all'inizio della salita, in custodia delle bici, ha potuto prestare soccorso ad una bimba, vittima di questi noiosi insetti.
Dobbiamo mangiare all'interno di un ristorante, perchè, appena seduti all'aperto per poter finalmente assaporare il sole, veniamo assediati senza pietà.
Passiamo definitivamente il confine e la Germania ci accoglie con le sue casette ben curate.
Arriviamo a Bad Schangau, antica città termale e di accomodiamo all'hotel "Elb Hotel".
Appunto perchè è una città termale io, Gianca, Mauro e Laura ci rechiamo alle terme, alla SPA.
Solo io, Gianca e Mauro entreremo tutti nudi nella zona benessere.
Ci siamo divertiti e rilassati e finalmente, accompagnati dal bel tempo, possiamo andare a dormire.

Settimo giorno   Bad Shandau - Dresda
Ultimo giorno di pedalata: ricomincio a scrivere il mio diario cartaceo dopo parecchio tempo ed i ricordi sono un pò appannati.
Nel percorso fino a Dresda troviamo il tempo, come suggerito da Zeppelin nel percorso di viaggio, di andare a vedere il parco naturale di Bastei, dove si possono ammirare spettacolari formazioni rocciose che sembrano spuntare da un profondo canyon. Anche qui c'è un ponte panoramico e nell'insieme sembra di essere in un paesaggio del Signore degli Anelli.
Prima di avventurarci nel parco, mangiamo panini in un'area picnic e ci ristoriamo con mele acerbe che troviamo sul prato.
Dopo queste belle visioni, proseguiamo lungo l'Elba per raggiungere Dresda.
Ricordo questi chilometri di avvicinamento come una delle parti più belle del viaggio: percorriamo una ciclabile dalla quale ammiriamo palazzi principeschi, beer garten e parchi pubblici.
Finalmente siamo a Dresda dove alloggiamo allo stupendo Hotel Maritim, un ex magazzino utilizzato per lo stoccaggio delle sementi.
E' fantastico e lo è anche la nostra stanza con ben due televisori: uno di fronte al letto e uno nel salotto.
Cena con il gruppo Zeppelin che ha fatto il percorso parallelamente al nostro. 

Nel corso di quest'ultima giornata siamo passati nella cittadina di Pirna, dove ha soggiornato Canaletto.
La cosa che mi colpisce di più è la vista del Castello, dove furono internati ed uccisi 15000 handicappati fisici e mentali durante il periodo nazista. Mai dimenticare! Domani gli handicappati potremmo essere noi!
Verso Dresda

Praga-Dresda Cicloviaggio 2015 Parte 2

Terzo giorno     Praga - Melnik
Finalmente partiamo con le bici di Zeppelin, destinazione Melnik.
La giornata si preannuncia moderatamente piovosa, ma armati di entusiasmo ci mettiamo in cammino, anzi in bici.
Usciamo da Praga con qualche difficoltà, ma fortunatamente Laura ha le tracce e riusciamo ad arrivare al percorso lungo la Moldava. I paesaggi dovrebbero essere molto belli: il fiume, i parchi, le casette curate, lontane dalla leziosità austriaca, tuttavia il cielo è grigio e la pioggia, anche se non fitta ci accompagna.
Ci fermiamo in un bel posto, del quale non ricordo il nome,  e per una modica cifra mangiamo in un ambiente accogliente. Il pranzo ci soddisfa pienamente e possiamo ripartire con gli abili asciutti.
Il viaggio prosegue, ogni tanto incontriamo il gruppo Zeppelin ma la loro guida "Claudia" ci tiene a distanza, probabilmente per la paura di avere sette persone in più di cui doversi occupare.
Passiamo accanto ad interessanti dimore, ma non ci soffermiamo. Passiamo anche davanti alla casa di Dvorak, il famoso compositore, ma dobbiamo proseguire.
Arriviamo a Melnik, dove la Moldava confluisce nell'Elba. Li' ci aspetta l'albergo Ludmilla dove passeremo la notte. L'albergo è molto Europa dell'Est, ma tutto sommato va bene, possiamo cambiarci, fare la doccia, asciugare i vestiti.
La cena a buffet è ricca ed ottima, soprattutto per chi non ha preso la zuppa al'aglio.
A uscire di sera per fare un giro non ci pensiamo neppure: le previsioni sono confermate, il tempo peggiorerà vieppiù.

Quarto giorno    Melnik - Litomerice
E' ora di partire e la scelta è tra prendere il treno o affrontare 50 chilometri sotto una pioggia battente. oderatamente piovosa, ma armati di entusiasmo ci mettiamo in cammino, anzi in bici.
Decidiamo di fare i 50 chilometri in un'unica soluzione....senza mai fermarci raggiungiamo Litomerice.
Del viaggio ricordo la fatica dovuta ad un problema del tutto femminile che mi ha allietata per tutto il viaggio, la nebbia che si alzava da un impianto sul fiume, i paesaggi grigi e coperti dalla pioggia.
Dalla finestra dell'albergo
Finalmente giungiamo a Litomerici dove ci aspetta un albergo sito in una dimora cinquecentesca.
Sono le tre del pomeriggio e cerchiamo un posto dove mangiare: il mio pasto sarà composto da una fetta si torta, un cappuccino e....una bella zuppa al pomodoro.
Rinfrancati, visto che la pioggia è meno fitta, decidiamo di raggiungere la vicina Terezin, viva nella memoria di tutti noi per le poesie dei "bambini di Terezin".
A Terezin, secondo me, abbiamo sbagliato la meta, infatti ci rechiamo a visitare il campo di concentramento, recuperato dalla fortezza asburgica, che era un campo di prigionia nazista per i prigionieri politici.
Sicuramente è impressionante ma più toccante ancora sarebbe stato vedere il Museum Ghetto della cittadella.
Terezin era una ex-fortezza asburgica e nei varie difici, oggi destinati ad abitazione civile, furono concentrati molti ebrei, che, in un periodo sospeso tra la loro vita precedente e la fine orribile che li attendeva, tentarono di stabilire una parvenza di normalità.
Di qui i bambini di Terezin;in questo luogo furono organizzate glassi e lezioni dagli insegnanti ebrei che ivi si trovavano.
Insomma una giornata grigia, in tutti i sensi.
Ci consoliamo con la cena in albergo e ci confortano le previsioni che danno tempo in miglioramento.

Una interessante mattinata


Questa mattina Gianca ed io ci proponevamo di partecipare all'evento organizzato da Bici&Dintorni per  la giornata della Memoria, che cade proprio oggi.
La pedalata organizzata in collaborazione con Emergency ripercorrerà i luoghi delle nuove Pietre di Inciampo, posate  il 22 Gennaio a Torino.
Poichè Gianca non sta bene mi reco da sola all'appuntamento, ma a piedi,con l'intenzione di proseguire la mattinata con la visita della mostra "Torino sotto attacco" presso l'Archivio Storico della città, un via Barbaroux.

Ecco Laura davanti ad Emergency che introduce il percorso

Partecipo alle prime due tracce del doloroso pellegrinaggio. Ecco la Pietra di Inciampo posata in via della Consolata davanti a Palazzo Paesana.
Nella sua sinteticità da il senso del dramma e dell'aberrazione di ciò che avvenne.







Monopoli del regime: date un'occhiata ai nomi delle vie
Lascio il gruppo e vado a vedere la mostra in via Barbaroux. E' molto interessante e vale la pena di ripercorrere ancora una volta queste pagine di storia che io ho avuto la fortuna di sentir raccontate dai testimoni diretti.







Questa didascalia inevitabilmente ci richiama alle nuove forme di comunicazione, alle possibilità e ai pericoli in esse intrinseche e alla loro pervasività.





La mia visita si conclude con l'ascolto dell'intervista a Bruno Segre, testimone centenario, che consiglio a tutti di vedere.

Mentre ritorno a casa, sempre in via Barbaroux, passo davanti ad una chiesa. Ne  esce un suono: si sta tenendo uno dei concerti che per due giorni hanno luogo in tutta Torino per celebrare la nascita di Mozart. Un momento lirico e intenso, regalatoci da tre musicisti, malgrado il freddo che regna nella chiesa.





Praga-Dresda Cicloviaggio 2015 Parte 1

Primo giorno     Torino - Praga
Partenza da Caselle per Francoforte.
Giancarlo ha prenotato il volo delle 11, che prevede un'attesa di quattro ore a Francoforte.
Il resto del gruppo è partito con l'aereo precedente ed è arrivato a Praga già per il pranzo.
Giancarlo sostiene che è meglio cosi'.....avremmo dovuto fare un'alzataccia, certo che l'attesa di  quattro ore a Francoforte è impagabile ma almeno mi compro Cristalle, il profumo di Chanel.

Arriviamo a Praga. Abbiamo appuntamento con il resto del gruppo in centro per la cena sul battello.
Per riuscire ad arrivare in tempo prendiamo il taxi e poi il pullman. Riusciamo cosi' a raggiungere i nostri amici: Mauro, Franco, Elena, Laura.
Finalmente li incontriamo sotto il monumento a Jan Hus e prendiamo il pulmino che ci porta all'imbarco sulla Moldava. Sul battello faremo cena.
In realtà la crociera non è un gran che, il panorama è bello ma il percorso è brevissimo: siamo sempre fermi a causa delle chiuse. Fortunatamente siamo vicini ad un battello con dei tedeschi che cantano a suon di fisarmonica e possiamo gioire della loro allegria.
Ecco due battelli affiancati mentre passano la chiusa
Secondo giorno     Praga
Partiamo alla volta del centro di Praga. Il gruppo decide di visitare il Castello, che avevo già visto nel '90.
Non mi interessa molto, ma si sa, quando si è in gruppo, bisogna adeguarsi alle esigenze della maggioranza. Personalmente avrei preferito un giro a casaccio.
Mangiamo in un bel locale in un cortile di uno dei palazzi interni al Castello: Palazzo Lobkowicz, ancora di proprietà della famiglia omonima e dove si tengono quotidianamente concerti.
Nel pomeriggio visitiamo il giardino del Wallestein Palace, dove c'è un'enorme parete che sembra fatta di formazioni calcaree. avevamo visto la parete dal Castello e ci aveva incuriosito.
Cerchiamo di visitare il cimitero ebraico, ma ci sorprende un violento temporale. 
Tutti tornano in albergo, ma Gianca ed io non potevamo mancare di fare un pellegrinaggio in Liliova Ulica, alla casa dove avevamo soggiornato nel '90, prendendo in affitto un appartamento. Naturalmente non ci ricordiamo il numero e la memoria visiva non ci aiuta. 
In ogni caso il quartiere, Mala Strana, è diventato super turistico, perdendo parte del suo fascino che, di sera, in una città semibuia, rievocava atmosfere dentro le quali si poteva incontrare anche Mozart.
La serata si conclude in albergo dove abbiamo i contatti con Zeppelin/Girolibero: Claudio che farà assistenza alle bici ed il gruppo condotto dalla guida che farà il viaggio parallelo al nostro, gestito in autonomia.
In questo gruppo c'è anche una signora che viaggio con il cagnolino!

Gianca ed io andiamo a dormire e non partecipiamo al tour notturno organizzato da Zeppelin.

Dopo il temporale

Inaugurazione del BLOG



Immagine correlata


In questo blog voglio pubblicare, oltre ad altre cose, i diari delle mie vacanze che fino ad oggi, seppure incompleti, sono scritti su un quaderno.

Perchè affidarsi ad un mezzo cosi' poco condivisibile? Quindi inauguriamo questo blog con la ciclovacanza del 2015: da Praga a Dresda!

Altre cose verranno in seguito, ma la pubblicazione delle cronache delle vacanze è ciò che mi urge di più