Terzo giorno Praga - Melnik
Finalmente partiamo con le bici di Zeppelin, destinazione Melnik.
La giornata si preannuncia moderatamente piovosa, ma armati di entusiasmo ci mettiamo in cammino, anzi in bici.
Usciamo da Praga con qualche difficoltà, ma fortunatamente Laura ha le tracce e riusciamo ad arrivare al percorso lungo la Moldava. I paesaggi dovrebbero essere molto belli: il fiume, i parchi, le casette curate, lontane dalla leziosità austriaca, tuttavia il cielo è grigio e la pioggia, anche se non fitta ci accompagna.
Ci fermiamo in un bel posto, del quale non ricordo il nome, e per una modica cifra mangiamo in un ambiente accogliente. Il pranzo ci soddisfa pienamente e possiamo ripartire con gli abili asciutti.
Il viaggio prosegue, ogni tanto incontriamo il gruppo Zeppelin ma la loro guida "Claudia" ci tiene a distanza, probabilmente per la paura di avere sette persone in più di cui doversi occupare.
Passiamo accanto ad interessanti dimore, ma non ci soffermiamo. Passiamo anche davanti alla casa di Dvorak, il famoso compositore, ma dobbiamo proseguire.
Arriviamo a Melnik, dove la Moldava confluisce nell'Elba. Li' ci aspetta l'albergo Ludmilla dove passeremo la notte. L'albergo è molto Europa dell'Est, ma tutto sommato va bene, possiamo cambiarci, fare la doccia, asciugare i vestiti.
La cena a buffet è ricca ed ottima, soprattutto per chi non ha preso la zuppa al'aglio.
A uscire di sera per fare un giro non ci pensiamo neppure: le previsioni sono confermate, il tempo peggiorerà vieppiù.
Quarto giorno Melnik - Litomerice
Finalmente giungiamo a Litomerici dove ci aspetta un albergo sito in una dimora cinquecentesca.
Usciamo da Praga con qualche difficoltà, ma fortunatamente Laura ha le tracce e riusciamo ad arrivare al percorso lungo la Moldava. I paesaggi dovrebbero essere molto belli: il fiume, i parchi, le casette curate, lontane dalla leziosità austriaca, tuttavia il cielo è grigio e la pioggia, anche se non fitta ci accompagna.Ci fermiamo in un bel posto, del quale non ricordo il nome, e per una modica cifra mangiamo in un ambiente accogliente. Il pranzo ci soddisfa pienamente e possiamo ripartire con gli abili asciutti.
Il viaggio prosegue, ogni tanto incontriamo il gruppo Zeppelin ma la loro guida "Claudia" ci tiene a distanza, probabilmente per la paura di avere sette persone in più di cui doversi occupare.
Passiamo accanto ad interessanti dimore, ma non ci soffermiamo. Passiamo anche davanti alla casa di Dvorak, il famoso compositore, ma dobbiamo proseguire.
Arriviamo a Melnik, dove la Moldava confluisce nell'Elba. Li' ci aspetta l'albergo Ludmilla dove passeremo la notte. L'albergo è molto Europa dell'Est, ma tutto sommato va bene, possiamo cambiarci, fare la doccia, asciugare i vestiti.
La cena a buffet è ricca ed ottima, soprattutto per chi non ha preso la zuppa al'aglio.
A uscire di sera per fare un giro non ci pensiamo neppure: le previsioni sono confermate, il tempo peggiorerà vieppiù.
Quarto giorno Melnik - Litomerice
E' ora di partire e la scelta è tra prendere il treno o affrontare 50 chilometri sotto una pioggia battente. oderatamente piovosa, ma armati di entusiasmo ci mettiamo in cammino, anzi in bici.
Decidiamo di fare i 50 chilometri in un'unica soluzione....senza mai fermarci raggiungiamo Litomerice.
Del viaggio ricordo la fatica dovuta ad un problema del tutto femminile che mi ha allietata per tutto il viaggio, la nebbia che si alzava da un impianto sul fiume, i paesaggi grigi e coperti dalla pioggia.
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| Dalla finestra dell'albergo |
Sono le tre del pomeriggio e cerchiamo un posto dove mangiare: il mio pasto sarà composto da una fetta si torta, un cappuccino e....una bella zuppa al pomodoro.
Rinfrancati, visto che la pioggia è meno fitta, decidiamo di raggiungere la vicina Terezin, viva nella memoria di tutti noi per le poesie dei "bambini di Terezin".
A Terezin, secondo me, abbiamo sbagliato la meta, infatti ci rechiamo a visitare il campo di concentramento, recuperato dalla fortezza asburgica, che era un campo di prigionia nazista per i prigionieri politici.
Sicuramente è impressionante ma più toccante ancora sarebbe stato vedere il Museum Ghetto della cittadella.
Terezin era una ex-fortezza asburgica e nei varie difici, oggi destinati ad abitazione civile, furono concentrati molti ebrei, che, in un periodo sospeso tra la loro vita precedente e la fine orribile che li attendeva, tentarono di stabilire una parvenza di normalità.
Di qui i bambini di Terezin;in questo luogo furono organizzate glassi e lezioni dagli insegnanti ebrei che ivi si trovavano.
Insomma una giornata grigia, in tutti i sensi.
Ci consoliamo con la cena in albergo e ci confortano le previsioni che danno tempo in miglioramento.
Rinfrancati, visto che la pioggia è meno fitta, decidiamo di raggiungere la vicina Terezin, viva nella memoria di tutti noi per le poesie dei "bambini di Terezin".
A Terezin, secondo me, abbiamo sbagliato la meta, infatti ci rechiamo a visitare il campo di concentramento, recuperato dalla fortezza asburgica, che era un campo di prigionia nazista per i prigionieri politici.
Sicuramente è impressionante ma più toccante ancora sarebbe stato vedere il Museum Ghetto della cittadella.
Terezin era una ex-fortezza asburgica e nei varie difici, oggi destinati ad abitazione civile, furono concentrati molti ebrei, che, in un periodo sospeso tra la loro vita precedente e la fine orribile che li attendeva, tentarono di stabilire una parvenza di normalità.
Di qui i bambini di Terezin;in questo luogo furono organizzate glassi e lezioni dagli insegnanti ebrei che ivi si trovavano.
Insomma una giornata grigia, in tutti i sensi.
Ci consoliamo con la cena in albergo e ci confortano le previsioni che danno tempo in miglioramento.

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